Nell’ultimo trimestre 2008, l’Istituto Nazionale di Statistica registra in
Sardegna una brusca contrazione delle forze di lavoro. La diminuzione
rispetto al terzo trimestre 2008 è di 22mila unità: la variazione peggiore
degli ultimi 4 anni, cioè da quando sono stati introdotti i nuovi metodi di
calcolo. Pertanto le forze di lavoro su cui complessivamente può contare
la regione, si attestano sulle 672mila unità, ripartite in 583mila occupati
e 89mila persone prive di occupazione ma che attivamente la
ricercano. Anche lo scorso trimestre l’offerta di lavoro registrò una variazione
negativa della stessa importanza — 20mila unità; quindi, il
saldo semestrale, che va dal secondo al quarto trimestre 2008, registra,
una diminuzione di 42mila unità. Sul fronte occupazionale, vale a
dire su quella componente delle forze di lavoro che risulta occupata, la
contrazione è ancora maggiore: la perdita di occupati in un semestre è
pari a 50mila unità. Infatti, l’ISTAT nel secondo trimestre 2008 stimava,
nell’isola, 633mila occupati, mentre, nell’ultimo trimestre, l’occupazione
è attestata su 583mila unità lavorative, quindi 50mila in meno.
Per comprendere l’entità della crisi economica in atto e l’impatto che la
stessa ha avuto nei confronti della Sardegna, è utile rilevare che, in
riferimento ai livelli occupazionali, nell’arco di sei mesi, la Sardegna è
passata dal suo periodo di massima espansione (il secondo trimestre
2008) e quello di massima contrazione (il successivo quarto trimestre),
peraltro unico caso nello scenario nazionale.
Da tali dati si possono ricavare due considerazioni: la prima è quella
relativa al periodo, in cui era in atto un importante processo di sviluppo
economico e occupazionale che è durato fino al secondo trimestre
2008; la seconda tiene conto del fatto che anche la Sardegna, come è
naturale che sia, ha subìto gli effetti negativi della crisi economica in
atto a livello internazionale, di cui si intravedevano i contorni, già dalle
nostre elaborazioni nei trimestri precedenti.
Tornando sul versante occupazionale e prendendo in considerazione
l’ultimo semestre 2008, è bene sottolineare che la variazione negativa
semestrale di 50mila unità si registra, in particolare, nel periodo ottobre-
dicembre, che segna un saldo negativo di 36mila unità.