Soldi per tutti non ce ne sono e il ministro Sirchia ci ha fatto capire più o meno velatamente che la sanità italiana fa schifo e (parole sue) negli ospedali italiani non ci vanno più nemmeno gli zingari.
Ergo la parolina magica, il medicamento miracoloso che guarisce tutti i mali, come gli elisir venduti dai ciarlatani del vecchio west: privatizzazione, e avremo tutti gli ospedali come E.R., un George Cloney e un’infermiera Carol per ognuno di noi.
Si fa finta di non sapere che la sanità inglese (privatizzata dalla Thatcher) è al collasso e mostra segni d’inefficienza e di degrado di cui è uno specchio l’aumentata mortalità infantile.
Non conta nulla il fatto che l’Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2000, ci metta al secondo posto tra i sistemi sanitari nazionali, dopo la Francia (quindi non facciamo così schifo), mentre gli Stati Uniti sono al 37esimo, superati da tutti i paesi europei, escluso il Portogallo.
Così come sono parole al vento quelle pronunciate sempre dall’OMS, secondo cui solo i sistemi sanitari pubblici riescono a coprire prestazioni sanitarie uguali per tutti e rispondono a tre criteri principali: miglioramento delle condizioni generali di salute, risposta alla domanda di salute e equa distribuzione delle risorse. Niente da fare: sanità privata uguale efficienza, sanità pubblica uguale che Dio ci aiuti, è un miracolo se usciamo da un ospedale senza una garza nella pancia.
Come funziona, in America, si sa.
Se non sei decrepito e non hai la fortuna di essere un barbone senzatetto, un cieco, uno senza una gamba e, ovviamente, se non sei abbastanza ricco per pagarti un’assicurazione individuale, è meglio che ti voti a qualche santo, e che sia un santo potente.
Altrimenti andrai a fare compagnia a quel 17% di persone che, negli Stati Uniti, non ha copertura sanitaria (si tratta di 45 milioni di individui) e se li viene un cancro, beh, ci dispiace ma se lo tiene.
D’altronde la malattia è uno dei tanti rischi connaturati all’esistenza umana e ognuno deve tutelarsi per conto suo, se può permetterselo.
Il principio egualitario (che brutta parola) secondo cui la tutela della salute è un dovere dello Stato che deve offrire assistenza a tutti i cittadini in egual misura, scusate…, ma sa proprio di comunista e dovremmo seppellirlo in una buca profonda insieme a quell’altro residuo bolscevico che dice che la legge è uguale per tutti.v In fondo è solo un problema di soldi, e di numeri. La scienza medica è in grado di farci vivere sempre più a lungo. Diventeremo un paese di vecchi che, si sa, consumeranno la maggior parte delle risorse sanitarie.
Tutta la ricca società occidentale si trasformerà in una società di arzilli centenari.
E saremo vecchi esigenti, mica come quei centenari un po’ rinco che ogni tanto si vedono nelle trasmissioni pomeridiane (quelle alla Cocuzza per intenderci), quelli a cui consegnano l’immancabile torta con su scritto cent’anni. Vorremo fare sport, fare sesso, andare in vacanza, e vivere a lungo senza neanche un’artrite.
In una società schizofrenica sempre più ossessionata dall’idea della giovinezza e della forma fisica nessuno vorrà più morire.
Ebbene, sembra che qualcuno si dovrà rassegnare. Non c’è abbastanza salute per tutti, per lo meno per quelli che non hanno il “portafoglio flessibile”.