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L'Arabia e il gorgoglio
 
Spett.le direttore,
Le scrivo dopo aver ricevuto la Sua telefonata. Come al solito ella mi chiama quando le sorti del giornale che dirige tendono a flettere ergo abbisognano dell'intervento di un giornalista coi fiocchi al fine di innalzarne la qualità e proiettarlo verso un destino foriero di successi e portatore di trionfi. Lei sa bene come il sottoscritto abbia sfiorato il Pulitzer con il pezzo politico "Perché a pagare sono sempre i ricchi?" a proposito del famoso contratto tra Silvio e gli Italiani. Ricorderà che in quell'articolo, che lo stesso Mariano Pellagra definì "il più lucido e autorevole saggio mai scritto sul documento più inutile mai redatto" dimostrai che gli italiani sono una massa di ignoranti e di evasori fiscali, inadempienti nei confronti dell'ufficio del registro a cui non corrisposero i diritti di trascrizione di quel contratto. Oggi, potrei aggiungere, anche debitori di Silvio, posto che gli uffici finanziari dipendono dal Ministero delle Finanze che per il momento è solo gestito da Silvio ma che sarà privatizzato, con tutte le procedure e le garanzie che la legge a breve promulgata da Silvio prevedrà, e direttamente acquistato dallo stesso Silvio o, in una procedura di asta pubblica aperta a tutti secondo i procedimenti del regolamento delle aste pubbliche che lui stesso sta riscrivendo, comprato da una delle sue tante società internazionali.
"Se aspettavamo i comunisti eravamo freschi!" con questo secondo articolo, idealmente la continuazione del primo, con cui ho risfiorato il Pulitzer e che, insieme al primo, raccoglierò in un libro adatto anche ai bambini perché breve e facilmente comprensibile (sei pagine a interlinea doppia, a Pasqua nelle librerie), ho dimostrato che solo la tempestività di Silvio che ha immediatamente adottato i provvedimenti previsti dalla legge, modificata con decreto di somma urgenza volto a eliminare l'ingiusto gabello posto dallo stato comunista sulla trascrizione del contratto da lui predisposto, ha evitato le sanzioni per omessa registrazione, sanzioni peraltro disciplinate da un decreto legislativo pensato da Silvio e che nel caso di specie prevede l'applicazione del principio della partita di giro. Il quantum relativo alla registrazione, cioè, sin'ora incassato dallo Stato per essere poi ridistribuito in mille rivoli agli italiani con gli sperperi del comunismo che ben conosciamo, ora viene direttamente corrisposto agli stessi attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, cioè Silvio e i suoi parenti sino al terzo grado, in ragione di una cifra corrispondente alla percentuale discrezionale stabilita in apposita tabella allegata alla finanziaria che Silvio ha bell'e pronta.
Lei si chiederà: "cosa c'entra Silvio con l'articolo su Nuoro che ho richiesto?" c'entra eccome! La grande trasformazione dell'Italia, finalmente in atto dopo secoli di dittatura comunista, sta investendo tutto il territorio dello Stato, dal nord al sud alle isole, dalle metropoli ai borghi rurali e con l'impeto di un vento teso che si infila in ogni anfratto, ogni recesso, ogni buco libero, ha portato con se il profumo dell'innovazione e della libertà, anche a Nuoro.
Se mi consente un inciso, mi permetto di suggerire un altro termine al posto di Stato, un vocabolo ormai desueto e stalinista peraltro caduto in disuso in tutti i paesi democratici del mondo, e si badi che questo non l'ho affermato io ma Emilio Fede, di cui tutto si potrà dire meno che sia un uomo e un giornalista di parte. Ecco io pensavo a un termine moderno e global che richiami alla memoria un concetto di libertà e democrazia e che sia bello ed eufonico, chessò per esempio Silviasto. Il Silviasto Italiano, suona bene, è adatto anche alle famiglie e lo si può pronunciare con orgoglio e fierezza. Inoltre è coerente con la tradizione linguistica italiana che comprende nel proprio vocabolario bellissime parole quali Silvicoltura, Silvestre e altre, e con quella dei nostri partners europei che hanno chiamato una città meravigliosa con il nome di Silviglia e il ballo nazionale Siltachì, tanto per fare qualche esempio.
Veda, caro direttore, il sottoscritto è un uomo prima che un giornalista e di questi tempi è più facile essere giornalisti che uomini, per cui mi sarebbe più difficile essere giornalista se non fossi prima un uomo che un giornalista. E di questo ho consapevolezza.
Ecco perché sto dalla parte più scomoda, quella del vincitore. Ormai, e questo è un luogo comune comunista quindi non mi si può accusare di essere partigiano, si sa che i veri vincitori sono gli sconfitti. Sono loro che fanno e disfano, che demoliscono prima ancora di costruire. Vigliacchi! Ma il coro comunista, dopo centinaia d'anni di canto a squarciagola, non ha più fiato e neppure solfeggia. Io, signor direttore, sto con Silvio e sono uno dei pochi a dirlo pubblicamente anche se è scomodo.
Se a Lei capita di sentire in giro, non c'è nessuno che ha votato Silvio. A me è capitato in tante occasioni di incontrare gente, anche allo stadio o in pizzeria, e quando si è parlato di politica nessuno ha votato da quella parte, tant'è che mi chiedo come abbia fatto Silvio a prendere tutti quei voti.
Mi ricordo che quel grande e illuminato capo di governo che fu Stroessner, pose fine in Paraguay alle insulse diatribe sul voto, con un atto di severa e intransigente operazione di pulizia etnica. Sarei contrario a queste cose, ma quando ci vò ci vò. E non pensi signor direttore che sia un uomo senza cuore, quando vedo una bestia che soffre mi si inumidiscono gli occhi. Ma quando vedo un comunista…
In fondo anche le Sacre Scritture, che Silvio sta ritoccando in alcuni passi e integrando con apposito decreto legge, diranno che sono beati i vincitori perché di essi sarà il Regno dei Cieli. Ora si può contestare tutto, perché dopo millenni di regime comunista la contestazione è diventata come la minestra e il prezzemolo, ma che si vogliano contestare anche le Sacre Scritture… beh, allora vuol dire che non c'è più religione. E questa considerazione, si badi, non proviene da me, ma dal giornalista Paolo Liguori, di cui tutto si potrà dire meno che sia un uomo e un giornalista di parte.
Io non ho vergogna di dichiararmi e anche se ne avrò solo svantaggi, non posso esimermi dal seguire la forte ideologia che promana da Silvio e dal suo partito. Ormai è stato provato anche scientificamente dal centro studi e ricerche di F.I., che ha reso pubblici i risultati nonostante la forte opposizione di Silvio che non vuole mai infierire sui nemici anche quando sono dei bastardi, che da quando l'uomo di Neandherthal insieme a quello di Cro-magnon fondarono il partito comunista, il genere umano ha subito come un rallentamento nello sviluppo psico fisico e intellettuale. I disegni e le foto del cranio dell'uomo comunista di Neandherthal, detto anche homo erectus parlano chiaro. Si vede a occhio nudo che si tratta di un essere poco intelligente e niente affatto istruito, irsuto e tutto storto come se ne vedono ancora in certi comizi di Bertinotti. Se all'epoca ci fossero stati un paio della C.D.L., oggi lo sviluppo e il progresso avrebbero conosciuto un livello e uno splendore che neppure immaginiamo. Non ci sarebbero infelici, poveri, ammalati, brutti, neri o con l'alito pesante, ma solo bei fichi sani, sempre sorridenti e geniali. E non sto parlando di cose campate in aria ma di scienza, di dottrina, di fatti sperimentati e dimostrabili in quanto studiati con tecniche all'avanguardia, riprodotti in laboratorio e presentati al mondo scientifico internazionale, rimasto attonito di fronte a questa scoperta. La gente comune tutte queste cose non le sa, ha sempre creduto che i comunisti fossero una bella rogna ma non troppo, ma ora che le cose stanno venendo fuori e sappiamo quello che sappiamo, l'indignazione e lo sdegno ci attanagliano e ci tengono desti. Le anticipo solo una piccola informazione in anteprima che la farà ulteriormente riflettere, ma prima le pongo una domanda: secondo Lei perché tra i comunisti non c'è nessuno che si chiami Adamo ed Eva? Perché non si vede mai, chessò Fassino o lo stesso Graziano Pintori, mangiare una mela? Lei crede che un ladro si porterebbe appresso la refurtiva o farebbe di tutto per sviare i sospetti? Lei pensa che un borsaiolo usi il portafoglio rubato? Perché i comunisti non parlano mai di Adamo ed Eva? L'informazione è che ci sono studi in corso su questa coppia di carogne che ci porterà a rivelazioni esplosive. E pare che in Inghilterra sia stato trovato il manoscritto con le memorie di Jack lo squartatore in una sede comunista. E non dico altro.
Veda, caro direttore, mi sono dilungato con questa premessa perché sentivo il bisogno di far sapere la verità ai Suoi lettori e a Lei stesso che, a dirla tutta, senza offesa, un pochino comunisti mi sembrate.
Ma procediamo. Nuoro, come dicevo è battuta dal vento di trasformazione ma ancora scioccamente resiste. Intanto questa storia dell'Atene sarda mi fa davvero ridere. Ma come, siamo nel terzo millennio e si parla dell'antichità e di Atene? Nuoro dovrebbe chiamarsi l'Arcore sarda, come vorrebbe la stragrande maggioranza dei nuoresi e dei sardi, altro che Atene… E poi, l'Atene sarda con un sindaco che si chiama Mario? Ma non prendiamoci in giro… si fosse chiamato Temistocle, Sofocle, Empedocle o qualcosa del genere, allora avrei capito, ma Mario… suvvia un nome che non dice niente, che c'è da vergognarsi ad averlo e che alla fin fine si può anche cambiare. Dico, non ci fosse la possibilità lo capirei, ma con tanti bei nomi in giro come Silvio, Adolfo, Benito e tanti altri, proprio Mario… così comune, insipido, poco rappresentativo. Comunque sono affari suoi, ma la città ne perde.
Nonostante sia nato a Nuoro e vissuto molto poco fuori, mi considero un nuorese a tutti gli effetti. Ho alle spalle esperienze professionali diverse e riconoscimenti prestigiosi, ma alla fine ho deciso che la mia strada è il giornalismo e la scrittura. Nel saggio che ho appena ultimato, da cui è tratto questo pezzo, "L'Arabia e il gorgoglio" pubblicato anche sul Corriere della Sera nella pagina della pubblicità a pagamento, ipotizzo un'analogia tra i paesi caldi e siccitosi dove appunto non si ode il gorgoglio dell'acqua e la nostra cittadina nella quale, tra breve, si udranno esclusivamente i rigurgiti dei neonati. Più che dagli ateniesi dovremmo prendere esempio dagli spartani che, come tra breve sapranno anche i nostri giovani perché ci sarà scritto nei libri di scuola, usavano buttare dal monte Taigeto i bambini purtroppo nati comunisti. Mi rendo conto che non era colpa di nessuno e che in fondo si trattava di un atto di pietà volto a estirpare la mala pianta, ma allora non c'erano le cure e le medicine che ci sono oggi e grazie al cielo e a Silvio di comunisti proprio irreversibili ne nascono pochi e per la maggior parte si possono curare. Ma, laddove non ci fosse altro rimedio, come prevede anche il nuovo piano sanitario nazionale appositamente scritto da Beppe Pisanu, verranno scaraventati giù dalla nuova diga sul Tirso, ciò ad avvalorare la tesi secondo cui quando le tradizioni sono naturali e genuine, si perpetuano nel tempo e le si applica con gioia.
Per il momento mi fermo qui anche perché mia moglie ha scolato la pasta.
Con distinzione

Oriano Lo Fischio
NUMERO /2
Anno 2002, n. 2
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